Carlentini - SIRACUSANDO Il Portale di Siracusa

13/03/2019
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Carlentini

La Provincia

CENNI STORICI


"Sul colle che gli antichi chiamarono Meta si adagia, aperta e ridente, la cesarea ed inespugnabile città Carleontina. Ad est ha in fondo il mare, i cui azzurri sembrano confinare col cielo. A nord guarda l'Etna maestoso e minaccevole ad un tempo, pieno di mirifiche attrattive, con appiè Catania, baciata dal mare, e la immensa pianura, varia per colture, che si slarga fino a Lentini ed all'Erculeo Lago, il cui specchio d'acqua tranquilla è interrotto dalle giuncaie e dalle minuscole barche dei pescatori. Ad ovest ha di fronte l'estesa catena delle montagne, che in semicerchio soprastanno a Scordia, Militello e Francofonte, sotto cui magnifica e sontuosa mareggia, come in un'isola elisia negli orti di Alcinoo, l'immensa fascia verdissima dei ricchi e rigogliosi boschi di aranci, che formano una conca d'oro fino a Lentini. Quadri questi grandiosi che, nell'incanto sovrano del paesaggio opulente, rivelano il godimento del cuore umano innanzi alle stupende scene della natura..."

Quale migliore pagina per gustare, ancor meglio, l'incantevole panorama che si scorge dalla sommità del colle "Meta"; quale migliore pagina per accostarsi alla interessante, seppur giovane, storia di Carlentini.Quale migliore pagina per gustare, ancor meglio, l’incantevole panorama che si scorge dalla sommità del colle Meta”; quale migliore pagina per accostarsi all’interessante, seppur giovane, storia di Carlentini. La fondazione della città, la “Lentini di Carlo“, si deve far risalire all’anno 1551 e va inquadrata nel contesto di una operazione di strategia militare, cioè di un più complessivo progetto di difesa dell’Isola dalle incursioni barbaresche. Sulla Sicilia, infatti, imperversavano le guerre tra Carlo V, re di Francia, e Solimano, imperatore di Costantinopoli. Il Viceré del tempo, Giovanni De Vega, succeduto al Gonzaga, fu impegnato a completare la fortificazioni militare avviate dal predecessore, avendo ricevuto per questi scopi dal Parlamento la somma di centomila scudi. La città di Lentini, che nel frattempo era stata distrutta dal terremoto del 1542, era in una posizione più a rischio per le incessanti scorrerie dei Turchi ed il De Vega ritenne assolutamente inopportuno procedere alla ristrutturazione delle fortezze sui colle Tirone e scelse, senza indugi, il colle Meta, dove avviò appunto la realizzazione di forti muraglie che fossero luogo “assai vantaggioso per riconcentramento di truppe di rinforzo alle marine di Catania, di Augusta e di Siracusa”. Carlentini, dunque, nasce come città-fortezza su progetto dell’ingegnere militare Pietro di Prato. E’ il luglio del 1551 quando accade un fatto che spinge il De Vega ad accelerare la realizzazione, iniziata appena qualche mese prima, delle fortificazioni sul colle Meta: il temibile Sinan Bassà, al comando di 150 galee della flotta ottomana, durante la notte assale la città di Augusta, saccheggia tutte le case e mette in fuga gli abitanti. Era in altri termini, il chiaro segnale che occorreva al più presto “rendere i1 presidio forte abbastanza da resistere agli assalti del nemico, impedire l’escursioni all’interno dell’isola, ed in pari tempo mettere i lentinesi alla portata d’un vicino e sicuro riparo”.

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