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28/11/2018
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Concetto Lo Bello

Personaggi Siracusani

CONCETTO LO BELLO
(Siracusa, 13 maggio 1924 – Siracusa, 9 settembre 1991)
E' stato un arbitro di calcio e politico italiano.

Detiene il record del maggior numero di partite arbitrate in Serie A (328).


Iniziò la sua carriera nel 1944. Arrivò nella massima serie nel 1954 diventando internazionale nel 1958. Nella sua carriera ha dato prova di grande autorità e bravura in più occasioni, si è imposto in situazioni-limite mantenendo sempre il suo ruolo, malgrado le critiche per molte prese di posizione che erano viste come manie di protagonismo. Fu tra i primi a cercare di tutelare gli attaccanti concedendo dei rigori considerati generosi: fu anche arbitro di alcune sfide che decisero il campionato, tra cui una tra Cagliari e Juventus, che diede la vittoria dello scudetto ai sardi.

Lo Bello si è premurato di far crescere a livello nazionale alcuni sport minori e l'intero movimento sportivo e ricreativo della città di Siracusa.
In campo internazionale ha collezionato 93 partite, di cui 34 tra Nazionali A. Ha diretto alcune partite delle fasi finali delle Olimpiadi 1960 (gli incontri di

qualificazione tra Polonia e Tunisia a Roma - 6:1 - e Danimarca - Polonia 2:1 a Livorno e la finale Jugoslavia-Danimarca 3-1) dell'Europeo 1964 (semifinale URSS-Danimarca 3-0 a Barcellona) e del Mondiale 1966 (il 16 luglio al Wembley Stadium tra Inghilterra e Messico, vinto per 2-0 dai padroni di casa e la semifinale Germania Ovest - URSS a Liverpool dove si imposero per 2-1 i tedeschi). Ha inoltre arbitrato la finale di Coppa Intercontinentale del 1966 (Real Madrid-Peñarol 0-2) e le finali di Coppa dei Campioni 1967-1968 (Manchester United-Benfica 4-1 dts) e del 1969-1970 (Feyenoord-Celtic 2-1 dts), di Coppa delle Coppe 1966-1967 (Bayern-Rangers 1-0 dts), di Coppa delle Fiere 1965-1966 (Real Zaragoza-Barcelona 2-4 dts) e di Coppa UEFA 1973-1974 (Feyenoord-Tottenham 2-0).
Oltre ad essere l'arbitro più presente in Serie A, Lo Bello è anche il più anziano ad aver diretto una partita delle Coppe Europee: è sceso in campo il 29 maggio 1974 a 50 anni e 16 giorni, in occasione della finale di Coppa UEFA tra Feyenoord e Tottenham. Poco dopo questa partita ha dato l'addio al calcio, ma non allo sport a cui è rimasto per sempre legato.
Anche il figlio Rosario ha vestito la maglia di arbitro, esordendo in Serie A subito dopo il ritiro del padre. Anch'egli internazionale, non ha tuttavia raggiunto la notorietà ed il prestigio internazionale del padre, da molti considerato l'arbitro migliore di tutti i tempi.
In ricordo della sua figura e della sua carriera, l'AIA ha istituito un premio che porta il suo nome e che va a premiare ogni anno, a fine stagione, l'arbitro italiano con la qualifica di internazionale che più si è distinto.
Dal 1976 alla sua morte è stato presidente della Federazione Italiana Gioco Handball, ovvero la federazione pallamano: sotto la sua presidenza le nazionali azzurre hanno conseguito i loro primi successi internazionali: promozione dal gruppo C al gruppo B maschile nel 1984 (fino al 1991 nella pallamano i campionati del mondo erano strutturati su tre "gruppi" di merito ai quali si accedeva per promozione o retrocessione come nei campionati nazionali per club), salvezza nel gruppo B maschile nel 1985, medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo femminili 1987, promozione dal gruppo C al gruppo B femminile nel 1990, medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo maschili 1991. Inoltre il movimento della pallamano italiana ha registrato negli anni della sua presidenza un costante incremento di tesserati e di squadre.
Dopo si è dedicato attivamente alla vita politica: è stato un deputato per la Democrazia Cristiana per quattro legislature e nel 1986 venne anche eletto sindaco di Siracusa (una nomina, la sua, di transizione). Nel 1975 è proponente e relatore della legge n. 781 del 27-12-1975 relativa alla costruzione di impianti sportivi nel Mezzogiorno. Negli anni sessanta e settanta riuscì a dotare la propria città di impianti che la posero all'avanguardia come strutture sportive.

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