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L'uomo che detiene lo scettro di Re dell'apnea profonda, colui che è riuscito ad ottenere lo straordinario primato di aver sondato gli abissi grazie alla sua sola forza di volontà e contro i pareri dei soloni della scienza ufficiale del tempo, i quali sentenziavano che oltre certi limiti lo scoppio della gabbia toracica era assicurato; quest'uomo, insomma, si chiama Enzo Maiorca ed è ormai una leggenda vivente. Il suo nome è indissolubilmente legato al mare e anzi ne è diventato quasi un sinonimo, così come Pietro Mennea lo è per l'atletica o Pele' per il calcio.
Questo strabiliante uomo-
Da ragazzo ha fatto studi classici conditi sempre da un gran passione per lo sport, per lo più di quelli legati all'acqua, come è ovvio (come la subacquea o il canottaggio), anche se ha praticato pure la ginnastica. In quegli anni ha praticato anche la pesca subacquea immergendosi a 3 o 4 metri di profondità, ma la sua cultura umanitaria e di rispetto della natura e degli esseri viventi lo portarono a rinunciare a quel tipo di attività.
Un bel giorno, invece, un amico medico gli mostra un articolo in cui si parlava di un nuovo record di profondità a -
Dopo una breve riflessione, decide di entrare in competizione con quei grandi nelle immersioni in apnea e si impegna allo spasmo per strappare il titolo di uomo che è andato più in profondità negli abissi marini. Nel 1960 corona il suo sogno toccando -
Per la sua esaltante attività sportiva Maiorca ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: nel 1964 la Medaglia d'Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica , e poi il Tridente d'Oro di Ustica; il Premio letterario del C.O.N.I. e la Stella d'Oro al merito sportivo sempre del C.O.N.I.
Sposato con Maria, oltre alla famiglia e allo sport, Maiorca ama la campagna, gli animali e la lettura, oltre alla mitologia classica e all'archeologia fenicio-
Ha scritto tre libri: "A capofitto nel Turchino", "Sotto il segno di Tanit" e "Scuola di apnea".