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Commercianti fenici vi avevano posto una base commerciale. Polibio e Virgilio parlano chiaramente di un capo Pachino, che si doveva doppiare per raggiungere l'Africa e la Sicilia occidentale, e del suo omonimo piccolo porto naturale. Il paese di Pachino nasce, invece, solo il 1° gennaio del 1760, quando Gaetano Maria Starrabba di Giardinelli, poi barone di Pachino, e il fratello Vincenzo ottennero da Ferdinando I, re delle due Sicilie, il permesso di popolare il feudo di Xibini. La cittadina odierna, ben conosciuta per il suo vino e il suo celebre pomodorino, ha un aspetto urbanistico moderno, con strade rettilinee che si dipartono dalla centrale e spaziosa piazza Vittorio Emanuele. Si intersecano con un reticolo di vie ortogonali a formare ordinati quartieri rettangolari. La chiesa Madre è una delle costruzioni più antiche del paese. Costruita nel 1790, ospita le spoglie dei fondatori della città, Gaetano e Vincenzo Starrabba.
IL VINO DI PACHINO E IL MUSEO DEL VINO NOBILE
Il Rosso di Pachino è un vino di antica tradizione. Dal colore molto scuro, fino a qualche anno fa aveva un'alta gradazione, pari a 16-
I vini della famiglia Nobile di Pachino vantano una tradizione che risale ai primi anni del XX secolo. Nella grande cantina posta nel centro del paese è stato realizzato il ricco Museo del Vino Nobile, che espone una raccolta di pezzi d'epoca davvero ragguardevole. I metodi e le fasi di lavorazione tradizionali sono documentati oltre che dagli attrezzi adoperati, anche da una notevole raccolta di rare fotografie d'epoca. Di particolare interesse sono due carretti siciliani originali, completi di ogni accessorio, utilizzati dai produttori di vino: uno, con un gran tino montato sul piano di carico, era usato per il trasporto dell'uva appena raccolta dalla vigna al palmento; l'altro per il trasporto di 4 salme di vino (una salma equivaleva a 96 litri) per mezzo di sei barili fissi, incastrati e legati nel piano di carico, e uno mobile. Quest'ultimo, nelle salite più ripide, era rimosso dal piano di carico e poggiato ad arte sulla schiena dell'asino o del cavallo per bilanciare il peso.