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Siracusa, Necropoli rupestre di Pantalica
La Sicilia è la Regione con la più alta concentrazione di siti inseriti nella W.H.L. dell'Unesco, segno e testimonianza della più grande stratificazione culturale dell'intero pianeta.
Val di Noto, Siracusa e Pantalica quale "patrimonio immateriale" i Pupi siciliani, costituiscono preziosi tasselli di un Mosaico ricchissimo che fa della Sicilia un "paesaggio culturale" unico.
Anche se nel dopoguerra una serie di scelte e dinamiche poco virtuose, e in alcuni casi scellerate, ha provocato danni rilevanti al nostro patrimonio storico, ambientale, paesaggistico e urbano, la Consapevolezza Culturale è molto cresciuta in questi ultimi anni e ha determinato uno straordinario processo di recupero e valorizzazione del nostro sterminato patrimonio culturale, anche attraverso una strategica utilizzazione virtuosa dei fondi regionali e comunitari.
Tra l'altro l'isola fu storicamente "avanguardia" nella valorizzazione e tutela dell'heritage: già nel 1700, i borboni sostenevano essere i monumenti "il più bello e il più rimarchevole dei pregi della Sicilia". Nel 1778 il re di Napoli istituisce in Sicilia un Servizio di tutela monumentale con due Regie Custodie con a capo quelli che sono stati definiti i registi della cultura antiquaria della Sicilia nel periodo tardo barocco e cioè il Principe Ignazio di Biscari e il Principe di Torremuzza, che ebbero come territorio di competenza il primo il Val Demone e il Val di Noto.
Le Regie Custodie, antenate delle attuali Soprintendenze, ovviarono il processo di approccio moderno alla realtà monumentale, avendo competenza, come da espresso incarico reale, sulla ricerca, sulla custodia e sulla conservazione del patrimonio monumentale.
La lunga schiera di Viaggiatori, letterati, antiquari che nel Sette-
Gli ultimi sono stati anni di impegno e coraggio contro le conseguenze del boom economico e dell'abusivismo edilizio, dello sviluppo abnorme e caotico dei centri urbani e dell'industrializzazione incontrollata e devastante.
Grazie ad una politica illuminata e rigorosa Siracusa ha potuto finalmente rilanciare il Patrimonio Culturale ponendolo come condizione e opportunità di un nuovo Moderno Sviluppo, facendo maturare e diffondere sempre più la concezione del bene culturale non solo come gloriosa memoria, simbolo o curiosità meravigliosa, ma come documento, testimonianza, strumento di riconoscimento della propria identità. Come autentica risorsa.